Jardin joli

“Chi lavora con le mani è un lavoratore.
Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano.
Chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista.”

(San Francesco d’Assisi)

jardin joli - about

Jardin joli ancor prima che un evento, un’esposizione, è forse un’idea, una simpatica idea che Federica Bottoli ha voluto condividere con alcune persone che ha ritenuto avere quelle caratteristiche fondamentali perché la sua idea potesse divenire realtà.
Federica è architetto ma da sempre la sua passione per la fotografia, assieme a una marcata sensibilità estetica, l’ha condotta a guardare il mondo attraverso l’obiettivo. E altri sono i filtri che posiziona tra sé e le cose, sicuramente l’amore per il bello nelle sue svariate forme, per lo stile, per un linguaggio anche semplice ma sempre originale, nel rispetto e nella ricerca delle tante personalità esistenti.

Jardin joli è un po’ una convocazione di personalità e di creatività.
In un momento “stanco”, connotato inevitabilmente da quel velo di crisi ormai tangibile per chiunque e dovunque, a Mantova, nel giardino di casa Bottoli si è assistito a una fresca fioritura di fantasie.

Così nel settembre 2010 è nato Jardin joli.
Giovanna Allodi, Federica Bottoli, Manuela Bertoni, Antonella Filippini, Chicca Vischi: cinque donne con cinque storie diverse, cinque stili diversi, cinque attitudini diverse si sono riunite per mostrare il frutto ognuna della propria creatività, coltivata nel tempo, talvolta tenuta nascosta, tal altra già più volte esibita o sempre congelata in vista di una improvvisa esplosione.
Chi fotografa quindi ha condiviso pareti con chi dipinge, spazi con chi realizza bijoux, con chi crea accessori e con chi produce meraviglie per il palato.
Ambiti differenti quindi uniti da un denominatore comune, la creatività.
Ma creatività intesa come leggerezza, spontaneità, poesia, divertimento, rispetto reciproco e sicuramente tensione verso il nuovo, il diverso, in un contesto di vivace collaborazione e di aperture verso possibili confronti e proposte.
Si può quindi definire Jardin joli come una risposta alla noia, come una possibile reazioni alla prevedibilità, come un semplice e coraggioso sistema di linguaggi diversi che, se tradotti, enunciano il medesimo pensiero: devo far lavorare le mie mani, guidate dalla mente, ascoltando prima di tutto il cuore.

Jardin joli è un piccolo coro di voci diverse che intonano lo stesso motivo.